LAGHI MONTICCHIO - Giri2021

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fabio Ranuzzi Giri 2021
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LAGHI DI MONTICCHIO (PZ)
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QUALCHE ANNEDOTO
Monticchio è una frazione situata ai piedi del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell'Appennino Meridionale. Il cratere del vulcano, ormai inattivo, si è trasformato in due laghi, il Lago Grande e il Lago Piccolo, entrambi circondati da un meraviglioso patrimonio ambientale, compreso tra i comuni di Rionero in Vulture e Atella. Su una falda è incastonata l'Abbazia di San Michele Arcangelo, fondata dai benedettini nel IX secolo ed oggi sede del Museo di storia naturale con flora e fauna selvatica del luogo e una rara specie endemica di farfalla notturna chiamata "Bramea". Monticchio, luogo meno conosciuto di quanto meriterebbe per la sua unicità e integrità, è frequentato prevalentemente nei mesi estivi ed è raggiungibile dai comuni limitrofi, a loro volta collegati dalla "superstrada dell'Aglianico", arteria molto importante il cui nome deriva da un famoso vitigno della zona del Vulture"

Fonte: FAI


Le origini di Monticchio sono piuttosto incerte. Tra i primi popoli che vi si insediarono furono i normanni, che si stabilirono nel castello locale (castrum Monticuli), probabilmente costruito prima del loro arrivo, in località San Vito, nei pressi di Monticchio Sgarroni. Tra il X ed XIII secolo, l'area vide stanziarsi alcuni ordini monastici. Intorno al X secolo appaiono a Monticchio i Monaci basiliani, sfuggiti alle lotte iconoclaste, provocate nel 726 dal decreto contro il culto delle immagini emanato da Leone III Isaurico, si erano rifugiati nella zona adriatica dell'Italia meridionale, tra cui nel Vulture ove trovarono un confortevole riparo. I religiosi fondarono uno dei centri monastici di maggiore rilievo, tanto da attirare l'attenzione di Papi e Imperatori nel corso dei secoli.

Un altro gruppo clericale che si trasferì a Monticchio fu quello dei Benedettini, insediatisi nella zona per osteggiare l'influsso della Chiesa di Bisanzio, lasciando testimonianze storico-religiose molto importanti. Con l'arrivo degli Svevi nel Vulture, Federico II lasciò la sua impronta anche a Monticchio, dato che la Badia di S. Ippolito presenta alcune fasi costruttive in stile svevo. Inoltre l'imperatore svevo trascorse nei boschi di Monticchio i suoi momenti di svago praticando la caccia con il falcone (hobby che svolgeva sovente anche a Melfi, Castel Lagopesole e Palazzo San Gervasio).

Nel corso dei secoli, la località non registrò avvenimenti eclatanti e, con il progredire degli anni, divenne una zona sempre più povera e depressa. Durante il brigantaggio, Monticchio divenne un punto strategico per i briganti, che lo resero un ottimo rifugio per nascondersi dalle truppe sabaude. Qui si riparavano Carmine Crocco e i suoi subalterni Ninco Nanco, Giuseppe Caruso, Caporal Teodoro e Giovanni "Coppa" Fortunato. Negli ultimi decenni, Monticchio è diventata un importante centro di estrazione di acque minerali. Il gruppo Gaudianello, sebbene sia in attività dal 1890, ha raggiunto maggior visibilità solamente negli ultimi anni, figurando tra le prime 10 aziende nazionali del settore ed al 4º posto in Italia nel comparto delle acque effervescenti naturali.

Fonte: WIKIPEDIA

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